SIR KEN ROBINSON DOCET

22 ottobre 2011 Commenti disabilitati su SIR KEN ROBINSON DOCET

È nei ricordi di tutti. Inutile mentire. Anche i più “secchioni”. Tutti hanno avuto il timore del fatidico primo giorno di scuola. La scuola è per molti un trauma, non un luogo di piacere. E, in un certo senso, questa constatazione comune ha un fondo di verità. Il bambino fino a prima di intraprendere la carriera scolastica ha come modello, come mondo, il solo nucleo familiare. Andare a scuola quindi, per un bambino, significa lanciarsi in un nuovo mondo, come tagliare per la seconda volta il cordone ombelicale, scoprire cosa c’è di “altro”. In questo contesto la scuola potrebbe assurgere al significato di “universo parallelo della conoscenza”, l’istituzione madre del sapere. Eppure… la situazione attuale, dati i numeri che tentano di dare della scuola una panoramica generale, è tragica.

Evitando le statistiche, basta citare il guru della pedagogia Sir Ken Robinson e la sua illuminante riflessione: « Stiamo istruendo i nostri figli anestetizzandoli.». Pur non negando la nuova epidemia della modernità, ossia la sindrome da deficit di attenzione e di iperattività, egli non crede affatto che sia un’epidemia. Secondo Robinson « Abbiamo cominciato a imbottire i bambini di medicinali con la stessa facilità con cui ai miei tempi si toglievano le tonsille. Ma i nostri figli stanno vivendo nel periodo più stimolante in assoluto della storia del pianeta. Sono bombardati da informazioni da tutte le parti e la loro attenzione deve costantemente diramarsi in direzioni diverse: computer, iPhone, pubblicità di centinaia di canali televisivi. E noi li penalizziamo perché si distraggono. Da cosa? Roba noiosa, principalmente a scuola.».

La domanda da porsi allora è: cosa, o meglio, dove possiamo imparare, coltivare le nostri menti e  sviluppare la nostra creatività? E su questo punto Robinson aggiunge un altro concetto interessante. Dice: « Di recente è stato fatto un validissimo studio sul “pensiero divergente”. Non bisogna confondere il pensiero divergente con la creatività. Definisco la creatività come il processo che porta ad avere idee originali di valore. Il pensiero divergente non è un sinonimo, ma una capacità essenziale per essere creativi. È l’abilità di vedere molte possibili risposte a una domanda, e soprattutto molti possibili modi di interpretare quella domanda; ».

In definitiva: « Dobbiamo cominciare a vedere le capacità umane sotto un’altra luce. Per prima cosa, dobbiamo sbarazzarci di questi concetti antiquati come scolastico, non scolastico, astratto, teorico, pratico e vederli per quello che sono: dei miti. E poi dobbiamo riconoscere che un apprendimento efficace avviene principalmente in gruppo, e che la collaborazione è il fondamento stesso della crescita[1]

Insomma: CREATIVI D’OGNI DOVE, UNITEVI!

Raffaella Estatico

P.S.: Per quelli che hanno più dimestichezza con l’inglese:


[1] Dall’articolo “Back to School” di Wired, Settembre2011, pag. 61-63

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