L’ÈCOLE DES MAÎTRES DIRETTA DA SPREGELBURG: TEATRO E SCIENZA NON SONO MAI STATI COSÌ VICINI

30 giugno 2012 Commenti disabilitati su L’ÈCOLE DES MAÎTRES DIRETTA DA SPREGELBURG: TEATRO E SCIENZA NON SONO MAI STATI COSÌ VICINI

Un intreccio di accordi e dissonanze di tradizioni è lo scopo dell’Ècole des Maîtres, corso internazionale di perfezionamento teatrale creato da Franco Quadri nel 1990. Dopo la perdita del creatore e direttore artistico i partner hanno rilanciato il progetto con una serie di conferenze pubbliche.


Giunto alla XXI edizione L’Ècole è diretta da Rafael Spregelburg, drammaturgo, regista, traduttore e attore per il teatro e il cinema, due volte il Premio Ubu in Italia e definito “l’uomo d’oro” del teatro internazionale. Il corso ha carattere itinerante, fatto su misura per 16 attori europei scelti tra Francia, Italia, Belgio e Portogallo e si svolgerà dal 24 agosto al 25 settembre 2012. Fili di tessuti e colori differenti, scambio di idee e metodi di lavoro , linguaggi e codici che si intrecciano e si rimescolano per creare un unico tessuto che inondi la scena. I primi incontri si articoleranno ad Udine dal 24 agosto al 4 settembre 2012 per poi trasferirsi, a Coimbra, in Portogallo, dal 6 al 18 settembre. Gli esiti dell’atelier verranno presentati al pubblico ad Udine il 4 settembre , il 19 settembre a Coimbra, il 22 settembre al Teatro Argentina di Roma, il 25 settembre a Liegi, e in una data da definirsi tra il 3 e l’8 dicembre a Reims nell’ambito del Festival Scènes d’Europe. I partner europei che promuovono il Corso avanzato sono il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG per l’Italia, il Centre de Recherche et d’Expérimentation en Pédagogie Artistique (Belgio), La Comédie de Reims, Centre Dramatique National (Francia), TAGV – Teatro Académico de Gil Vicente (Portogallo), e con la partecipazione del MIBAC, la Direzione Generale Spettacolo dal vivo e della Regione Friuli Venezia Giulia, assieme ai Ministeri della cultura francese, belga e portoghese e il Théâtre de la Place di Liegi, e con il patrocinio dell’Ambasciata Argentina in Italia. L’atelier di Rafael Spregelburd per L’Ècole des Maîtres 2012, che si intitola Cellule teatrali: macchine per produrre catastrofi, è un insieme di ingredienti che può far esplodere bombe e produrre catastrofi, da intendere in senso creativo e non distruttivo. In questo laboratorio gli attori diventeranno drammaturghi del proprio spazio scenico e lavoreranno sull’uso di analogie tra scienza e teatro, in particolar modo su alcune osservazioni derivanti dalla Teoria del Caos. Con un occhio alla scienza ed uno al teatro si affronteranno perciò la questione del “procedimento”, ovvero il procedimento ludico e il procedimento scientifico, la tragedia e la catastrofe, il tema della complessità, “l’incubo di Newton e i mostri non lineari”. Centrale è anche il tema della “relazione infinita” fra la produzione teatrale dei Centri e delle Periferie del mondo, nell’era del teatro post-moderno. Nella catastrofe, gli eventi non seguono le normali leggi della scienza e tutto diviene più interessante perché inspiegabile ed irrazionale ma non per questo è da reputare banale disordine, piuttosto ordine più complesso. Nel caos dei centri teatrali e reali ci sentiamo angosciati e così ricerchiamo la periferia a causa di una forza centrifuga che sempre viene emanata dal centro verso la periferia. I centri ci obbligano a seguire mode ed etichette, modelli di pensiero sono imposti mentre nelle periferie si origina un pensiero differente, laterale , che però può condurci alla marginalità e alla autoreferenzialità. Periferia del mondo è anche Buenos Aires, dove il drammaturgo Spregelburd è nato nel 1970, con 400 teatri indipendenti e soltanto 5 o 6 nelle mani dello Stato. Nelle periferie il teatro è vitale, è il canale per esprimere allegria. Il teatro di cui parla Spregelburd è un teatro attuale, specchio del presente e non un teatro che racconta il passato. In un momento in cui il teatro argentino ha visto crollare i suoi punti fermi ogni singola realtà artistica non ha potuto far altro che guardarsi dentro. Ciò che rimane è quel che ogni regista ha di singolare ed irripetibile. È così che in Argentina secondo Spregelburd ogni gruppo artistico ha cercato di coltivare ciò che di più originale avesse. Un teatro che non attrae la gente perchè rappresenta autori o opere ma perché risponde all’esigenza di esprimere un sentire collettivo. Rifugiando da ogni richiamo al modello produttivo del mercato, che fa si che il teatro diventi un’industria, si ritorna al puro e semplice scopo del gioco teatrale: la produzione di senso.
Non ci resta che aspettare dunque di essere testimoni delle dimostrazioni conclusive di questo percorso formativo ed ammettere che con Spregelburd il caos non è mai stato così interessante.

Simona Fasano

PER INFO:
www.cssudine.it
Segreteria Ecole des Maîtres:
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
via Crispi 65 – 33100 Udine tel +39 0432 504765 – fax +39 0432 504448
Sonia Brigandì soniabrigandi@cssudine.it

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