UNA CHIACCHIERATA CON DUCCIO: IL REGISTA FORZANO INCONTRA GLI STUDENTI DI UNISA

8 marzo 2013 Commenti disabilitati su UNA CHIACCHIERATA CON DUCCIO: IL REGISTA FORZANO INCONTRA GLI STUDENTI DI UNISA

Si è tenuto martedì 5 febbraio 2013 l’incontro con Duccio Forzano, regista televisivo, che ha iniziato con una lunga gavetta; molti i mestieri , oltre a quello del film maker e realizzatore. Fu notato da Claudio Baglioni negli anni novanta, che lo volle inizialmente regista dei suoi videoclip e successivamente gli affida la direzione televisiva dei suoi concerti. Inizia così la sua carriera, che prosegue negli anni,  con i successi, per citarne alcuni, di Stasera pago io di Fiorello, Che tempo che fa di Fabio Fazio e le edizioni 2010, 2011 e 2013 del Festival di Sanremo.

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L’incontro con questo grande artista è stato davvero emozionante. Duccio Forzano ha posto sotto gli occhi della platea dei concetti chiave imprescindibili: bisogna sempre cercare di essere al servizio dello spettacolo; un regista racconta sempre, qualsiasi mezzo utilizzi, che sia il cinema, il teatro o la televisione; conoscere il mezzo che si utilizza significa “far digerire” a chi è a casa qualcosa che non ha scelto di vedere; e in ultimo, per tutti i giovani che rubavano ogni singola parola dalla bocca del grande artista, se si crede realmente in qualcosa nessuno può far sì che si cambi idea. “se ci credo me la gioco, fino infondo – dice Duccio- c’è da rischiare, sempre!”

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Uscito vittorioso dal successo di Sanremo 2013, Duccio Forzano parla ora dei suoi ‘azzardi’ con orgoglio: “ La proposta di Fazio era chiara: cambiare una tradizione lunga 62 anni. L’Ariston è sviluppato verticalmente, ma fino ad ora è stato usato come studio televisivo, non come teatro. Quindi la prima idea innovativa è stata quella di sfruttare l’Ariston per la sua natura intrinseca: uno spazio teatrale con la sue scenografie calate dall’alto”. Ecco spiegata la posizione ‘anomala’ dell’orchestra, non più nel golfo mistico ma, letteralmente, contro il muro, e i pannelli che ruotano di 180° per ovviare al problema della luce, nato con la copertura parziale del soffitto.

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Molta curiosità ha suscitato la presenza del pavimento in cristallo che copriva alcune poltrone del teatro. Si tratta di una soluzione tecnica dovuta a un’altra grande novità introdotta dal regista: la Technocrane, una gru comandata a distanza in grado di variare la sua estensione durante le riprese. In totale, compresa questa, sono state utilizzate nove telecamere: le classiche tre telecamere, due laterali e una centrale ; la quarta posizionata vicino alla seconda, così da evitare lo zoom e fare lo stacco sull’asse; una floorcam; una steadicam e due shuttle camera, che con un movimento ascensionale raggiungevano fino ai 14 metri di altezza!
Alla domanda “come ha gestito il fuori programma di Crozza?” risponde: “non ho fatto alcuno stacco sui primi piani perché non volevo concentrare l’attenzione sui contestatori e distoglierla da chi, invece, stava lavorando e doveva essere rispettato”. È una questione di sensibilità e di grande umanità che il nostro ospite ha mostrato con molto entusiasmo e umiltà.

Raffaella Estatico

in collaborazione con: Maria Rossella Scarpa

Photography: Fortuna Imparato

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