GREEN ECONOMY, MADE IN ITALY, CULTURA: LE PAROLE CHIAVE DEL SEMINARIO ESTIVO DI SYMBOLA

24 settembre 2013 Commenti disabilitati su GREEN ECONOMY, MADE IN ITALY, CULTURA: LE PAROLE CHIAVE DEL SEMINARIO ESTIVO DI SYMBOLA

SYMBOLA

L’appuntamento annuale con il Seminario Estivo di Symbola è sicuramente uno degli eventi più interessanti che ruotano intorno ai temi di un nuovo sviluppo economico fondato sulla cultura, la sostenibilità e il made in Italy, alternative concrete in grado di traghettarci fuori dalla crisi che ci sta attanagliando in questi anni, e per questo motivo abbiamo assistito con grande attenzione ed interesse alla cinque giorni marchigiana; la tempistica era una delle grandi novità di quest’anno, poiché si è passato dai due giorni degli anni precedenti ai cinque attuali, grazie all’aggiunta di un prologo denominato “Festival della Soft Economy”, pensato in modo da analizzare alcuni temi chiave in maniera più approfondita. E così, arrivati nello splendido borgo di Treia, cittadina medievale caratterizzata da una curiosa piazza con balconata che affaccia sul mare, nonché sede degli ultimi due giorni e quindi del seminario vero e proprio per il secondo anno consecutivo, ci siamo immersi nelle tematiche che hanno caratterizzato le discussioni delle varie giornate.

Uno degli aspetti positivi della cinque giorni, prima ancora di parlare dei temi trattati, è quello di avere la possibilità di conoscere tante esperienze e realtà italiane che si sono fatte strada sul mercato internazionale poiché hanno avuto una visione orientata all’innovazione, la sostenibilità, la creatività. In questo, la cinque giorni è servita per aprire gli occhi sulle tante possibilità che il fare impresa ci mette a disposizione e che spesso si possono applicare ad altri ambiti produttivi. Ad esempio, molto illuminanti sono risultati gli interventi di Garagedesign  e di Maketank, piattaforme online che sviluppano prodotti di design on demand, sfruttando le nuove tecnologie legate alla stampa 3D, che permette di abbattere i costi in quanto non vincola alla realizzazione di un certo quantitativo di pezzi, ma rende possibile disegnare anche il singolo oggetto. I giovani designer così possono realizzare il proprio progetto e vederlo realizzato, oltre che ad avere la possibilità di poter vendere a qualcuno con le stesse esigenze. Un modo innovativo di coniugare sostenibilità ambientale, business d’impresa e partecipazione sociale.

E’ questo un po’ lo spirito che ha animato la cinque giorni, quello di dare una nuova visione allo sviluppo economico dell’Italia. Difatti il vecchio modello basato sulla produzione industriale mostra ormai inevitabili i segni della crisi, poiché la concorrenza dei paesi emergenti come la Cina e l’India, dove le condizioni lavorative scadenti permettono l’abbattimento dei costi, è troppo forte. Per questo motivo, la soluzione per dare nuovo impulso all’impresa è quello di puntare non sulla quantità ma sulla qualità, non sulla produzione ma sull’ideazione. E qui, a giocare un ruolo fondamentale, diventa il Made in Italy, tema di una delle giornate del Festival della Soft Economy, dove con questa locuzione si intende quel background culturale e quell’insieme di competenze che rendono unico e caratteristico un prodotto e per questo appetibile al mercato internazionale. A ciò si deve aggiungere il tema dell’economia green e della sostenibilità, che attualmente rappresentano la grande sfida da affrontare: avere un basso impatto ecologico non serve soltanto a rispettare l’ambiente, ma permette anche di avere notevoli risparmi in termini di costi e alle volte anche funzioni aggiuntive (si veda l’esempio dei led che, oltre ad essere sostitutivi a basso impatto delle luci tradizionali, vengono utilizzati anche nel design per via della loro grande duttilità).

Tante le sfide che l’Italia va incontro in questi anni, dallo sviluppo di un nuovo modello basato sulla cultura, al grande traguardo dell’Expo nel 2015, che se ben sfruttato può proiettare il nostro paese sul trampolino di lancio a livello internazionale. Per questo è importante pianificare, conoscere le best practices, discuterne, e in questo senso il Seminario di Symbola rappresenta, come ogni anno, un momento imprescindibile di riflessione.

Franco Cappuccio

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