TEXTURE – Laboratorio Internazionale di pratiche e visioni di rigenerazione urbana culture-led e performing heritage

24 giugno 2015 Commenti disabilitati su TEXTURE – Laboratorio Internazionale di pratiche e visioni di rigenerazione urbana culture-led e performing heritage

Creactivitas e Alto Fest in collaborazione con l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi presentano TEXTURE | Culture – Led Regeneration and Performing Heritage. Un laboratorio internazionale di pratiche e visioni di rigenerazione urbana culture – led e performing heritage.

TEXTUREPROJECT

Le città contemporanee sono attraversate da una crisi spaziale  che si riflette nella difficoltà a riconfigurare e a dare senso e funzione ai diversi luoghi del contesto urbano che, attraversati dai processi di cambiamento, si sono gradualmente disconnessi dalle dinamiche di interazione sociale e dai processi di generazione di valore. In questo scenario diventa fondamentale elaborare adeguate strategie per riconnettere questi luoghi alla città e restituirli, come spazi vitali, alla comunità. La spinta propulsiva può venire dalla cultura con la sua capacità di spostare i confini dell’immaginazione e di generare innovazione di significato. Continua a leggere…

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CREACTIVITAS ECOC TOUR TRA TERRITORI E INDUSTRIE CREATIVE

14 ottobre 2014 Commenti disabilitati su CREACTIVITAS ECOC TOUR TRA TERRITORI E INDUSTRIE CREATIVE

Se questa estate 2014 non è stata caratterizzata da grande caldo e temperature per così dire “consone” alla stagione, si è trattato di un periodo molto caldo per le attività di CreActivitas, che da Maggio a Settembre si è trovata a vivere l’atmosfera di quattro delle sei finaliste al titolo di Capitale Europea della Cultura per il 2019, che verrà decisa, dopo anni di lavoro sul territorio, Venerdì 17 alle 17 (la Commissione è sicuramente stata burlona per quanto concerne la scaramanzia).

Il tour prende le sue mosse, almeno nella sua fase ideativa, già da Dicembre 2013, quando CreActivitas, in collaborazione con l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, presso la prestigiosa sede dell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Salerno, ha organizzato un convegno dal titolo “La dimensione europea delle capitali della cultura” in cui ha invitato le sei città finaliste (in rigoroso ordine alfabetico Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna, Siena) più Leuwaarden 2018, città capitale per i Paesi Bassi, La Valletta 2018 per Malta, Marsiglia 2013 per la Francia ed una serie di altre esperienze internazionali molto valide. Il convegno è stato così l’occasione per entrare nel mood del concetto di candidatura e della rilevanza internazionale del modello, capace di poter attivare, attraverso processi gestionali complessi e di lunga visione strategica, una rigenerazione urbana culture-based capace di generare valore aggiunto sia in termini economici che sociali che ambientali sul territorio.

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La prima città ad essere stata visitata dal team di CreActivitas è stata Matera la cui visita, il 21 Maggio 2014, è coincisa con l’esito interessante di un workshop organizzato dalla candidatura in collaborazione con l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, con cui CreActivitas ha collaborato e collabora a più riprese, e con Waag Society, società di Amsterdam che avevamo già conosciuto in occasione di ArtLab nel Settembre 2013 a Lecce. La particolarità di questa società, oltre ad essere un istituto di eccellenza a livello europeo nei progetti che combinano arte, scienza, sociale e tecnologia, è dovuta ad esempio dal metodo che caratterizza il loro lavoro, che consiste nell’elaborare progetti coinvolgendo direttamente gli artisti, i creativi e gli utenti stessi (metodo “users as designers”). « Leggi il seguito di questo articolo »

L’EVENTO COME ACCELERATORE DELLO SVILUPPO INNOVATIVO DEI TERRITORI

9 ottobre 2014 Commenti disabilitati su L’EVENTO COME ACCELERATORE DELLO SVILUPPO INNOVATIVO DEI TERRITORI

Riflessioni sul programma ECoC e le candidature italiane  in attesa della selezione definitiva del 17 ottobre che aggiudicherà il titolo di Capitale Europea della Cultura 2019

 Borghese

L’evento è una modalità progettuale multidimensionale e uno strumento di accelerazione a sostegno dei processi di sviluppo dei territori. Può contribuire all’elaborazione di una visione e programmazione strategica  capace di attivare percorsi funzionali a costruire o migliorare l’identità competitiva, la cultura dell’innovazione e a rafforzare, simultaneamente, la coesione sociale e il senso di appartenenza della comunità di riferimento. In tal senso, negli ultimi anni, l’esperienza del programma ECoC (Capitale Europea della Cultura) si è rivelata particolarmente significativa ed efficace in termini di legacy di lungo periodo e di impatto economico e sociale. Una forma progettuale innovativa in grado di mobilitare i potenziali di sviluppo e generare una spinta propulsiva per il rilancio e la riqualificazione dei territori su base culturale e creativa. L’Italia è stata scelta dall’Europa per il 2019 e numerose città hanno colto l’occasione per candidarsi a rappresentarla,ma solo sei di esse sono state selezionate per la fase finale:Siena,Ravenna,Perugia,Lecce,Matera e Cagliari. Il programma ECoC si presenta come un vettore dotato di un approccio metodologico che consente, di concepire e realizzare un impianto con una intelaiatura capace di mappare, combinare e tenere insieme,con la cultura come collante, in un percorso omogeneo e coerente, le diverse componenti dello sviluppo locale. Un piattaforma attraverso la quale   è possibile disegnare nuove geografie di senso  contenenti gli elementi e  le coordinate per elaborare progetti  indirizzati a favorire la partecipazione culturale attiva dei cittadini e orientare l’operato della comunità all’avvio di azioni sostenibili per il miglioramento complessivo della qualità della vita negli ambienti urbani e nei territori. « Leggi il seguito di questo articolo »

Creactivitas e Altofest: diario di un viaggio 2

25 settembre 2014 Commenti disabilitati su Creactivitas e Altofest: diario di un viaggio 2

Sogni e ricordi per la seconda giornata di Creactivitas nel centro di Napoli e nei luoghi del Festival

Operappartamento: performance

La seconda giornata di Creactivitas a Altofest è cominciata con la tradizione e la storia del teatro napoletano.  Siamo andati nella Basilica di S. Giovanni Maggiore, in uno dei centri universitari della città, fra i luoghi più frequentati, per vedere la mostra su Eduardo De Filippo, scomparso trent’anni fa. Camminando lungo il percorso fatto di fotografie, bauli e vecchi oggetti di scena non si può fare a meno di emozionarsi e di sentirsi più vicini al grande drammaturgo e maestro di teatro. Si va così dagli occhiali di scena di Natale in casa Cupiello al baule di Sik Sik, passando per le foto di famiglia e tante altri ricordi che non sono soltanto quelli di un grande artista, ma in un certo senso sono anche i nostri. Dai vicoli nelle vicinanze della storica via Mezzocannone, famosa perché brulicante di studenti universitari e “edifici del sapere”, il nostro viaggio prosegue nuovamente verso il rione Sanità, che non possiamo non associare a un altro grande artista, Totò, che nella confusione di queste strade vi nacque. E così siamo salite sempre di più, fino ad arrivare in una cava di tufo dove avrebbe avuto luogo uno degli eventi più mistici di Altofest. Una performance di Edan Gorlicki coreografo dello spettacolo Body Language. Uno studio sul movimento del corpo, “un lavoro che si concentra sull’intimità che alberga nei corpi, sulla psicologia e sulle emozioni”. La location è molto suggestiva, un’autorimessa all’interno di una cava di tufo. Dal fondo della caverna, in maniera impercettibile, si odono voci; tra la gente si muove lentamente una mano, quella dell’interprete. Gli altoparlanti farfugliano parole incomprensibili, ma la mano prosegue nel suo movimento continuo e nervoso. Tutto il corpo si immerge in oscillazioni costanti e pazienti, infiniti movimenti ne compongono uno solo. La performance termina dopo una quarantina di minuti, ma il corpo sembra non volersi fermare più, si spegne soltanto quando cala il buio e cessa la musica. Non si può fare a meno di pensare alle origini dell’uomo. « Leggi il seguito di questo articolo »

Creactivitas e Alto fest: diario di un viaggio

24 settembre 2014 Commenti disabilitati su Creactivitas e Alto fest: diario di un viaggio

Prime tappe del Festival per le “creactive” in un viaggio di colori, azioni,
suoni e profumi

Via lattea ( Claudia Fabris)

Quello di oggi è stato il primo giorno per Creactivitas nei luoghi di Altofest, il Festival di Arti Performative che riscrive gli spazi negli ambienti privati della cittadinanza. Noi del laboratorio aveva iniziato questo racconto spiegando un po’ quello che è il Festival, nato nel 2011  e giunto alla quarta edizione. Come si è detto rewriting spaces è il tema di questa edizione e la sensazione che si prova durante il percorso fatto di arte, cultura e storia per le vie del centro di Napoli, è quello di ridisegnare lo spazio insieme agli stessi artisti.

La prima tappa di questo martedì 23 settembre non comune è stata la Pizzeria Oliva in via Arena alla Sanità, in uno dei quartieri storici del centro, dove si è svolta la performance di Luca Errico e Alessandro Pezzella, “La bottega degli

Errori”. Il primo ha declamato i propri versi con l’accompagnamento della chitarra elettrica del secondo. Un riff che spesso si lascia andare in assoli piuttosto rock; le parole risuonano nell’ambiente attraverso un microfono con effetto megafono e raccontano una realtà in cui spesso ci si sente soli. “Un suo piccolo passo non conta nulla per l’umanità” – “I ricchi fingono di essere poveri per evadere le tasse, i poveri fingono di essere ricchi per evadere dalla realtà”; questi alcuni dei versi dei tanti brani presentati, definiti dal poeta stesso “canzoni non cantate” o “cantate non canzoni”. Un’ora di poesia in musica, un’esperienza accompagnata dal profumo della buona pizza napoletana offerta agli astanti.

Un luogo accogliente e familiare, dunque, uno di quei posti in cui ti senti a casa, in cui si percepisce il senso della famiglia, e dell’accoglienza, come solo a Napoli può accadere. E proprio in un luogo che esprime tutto questo, Errico racconta una storia attraverso i suoi versi, che non da il senso dell’unione, della famiglia, ma il contrario. Si tratta di una critica alle convenzioni, allo stato, al nucleo familiare, il tutto condito da un sound rock fortissimo e coinvolgente. Tutto questo va in contrasto con il modellino del tipico presepe napoletano che troneggia alle spalle dei due performer. « Leggi il seguito di questo articolo »

“TU COME LO FAI?” – CREATIVITA’, FOOD E CULTURA: ALESSANDRO BORGHESE PER DAVIMEDIA E CREACTIVITAS AD UNISA.

13 dicembre 2013 Commenti disabilitati su “TU COME LO FAI?” – CREATIVITA’, FOOD E CULTURA: ALESSANDRO BORGHESE PER DAVIMEDIA E CREACTIVITAS AD UNISA.

Alessandro Borghese, chef , autore Tv e scrittore di libri di cucina, è un esempio positivo che rappresenta l’arte della cucina in modo creativo e multimediale come pochi riescono a fare. Da poco reduce dalla sua ultima fatica letteraria, Tu come lo fai?, lo chef di origine napoletana e madrelingua inglese, nato a San Francisco, ha portato buon umore e simpatia nella grigia mattinata di lunedì, 2 dicembre, all’Università di Salerno, dove è venuto a presentare il suo libro agli studenti dell’Ateneo e a farsi conoscere meglio!

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L’evento rientra nel ciclo di appuntamenti culturali della rassegna Davimedia ed è stato promosso e organizzato in collaborazione con Creactivitas. Proprio dalla creatività si è partiti con la prima riflessione sul modo di lavorare di Borghese, quando gli si è chiesto di spiegare il processo di studio e preparazione di un piatto. Lo chef, che a questo punto possiamo definire creativo del “food”, ha affermato di disegnare i piatti prima ancora di prepararli, “ho sempre bisogno – dice – di mettere su carta quello che sto creando e se osservi i miei appunti, vedrai che dal primo bozzetto del piatto al risultato finale, vi sono molte modifiche e passaggi, necessari”.

L’atto del cucinare, diventa con questo chef “rock”, un’esperienza che prima di partire dalla cucina, inizia con carta e matita, quindi con un processo di studio e analisi. Il tutto è condito dalla buona musica che, come Alessandro Borghese dice nel suo libro e come ha dichiarato all’incontro con gli studenti, deve sempre accompagnarci nella vita e quindi anche a tavola!

Nel ricettario da lui pubblicato per Mondadori, lo chef suggerisce per ogni pietanza un brano musicale e un vino in particolare come accompagnamento. Mangiare diventa un momento di sense making, un’esperienza a tutti gli effetti completa. Il libro, più che un ricettario, si potrebbe definire una sorta di manuale del “buon vivere”, oltre che della buona cucina.

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